Nel 3000 d.C. ad occhi chiusi!

Era un giovedì sera, era tardi e dovevo andare a letto. Quindi andai a lavarmi i denti, fare la cartella, mettermi il pigiama e dare la buonanotte ai miei genitori e alla mia sorella, infine andai a letto. Insomma, tutto era normale fino ad allora…..Quando mi svegliai non trovai nessuno della mia famiglia e per di più la casa era piena di apparecchiature tecnologiche e in casa sentivo voci provenire da un’altra stanza.

Mi guardai allo specchio: non ero una ragazza, bensì una donna adulta (terrore!!!). Guardai il calendario: era il 15 dicembre dell’anno ….3000!! Ero molto impaurita, non sapevo più che cosa dovessi fare. All’improvviso sentii una voce femminile che mi chiamava a bassa voce come se non volesse farsi sentire da nessuno a parte me…Magari voleva aiutarmi a ritornare indietro nel tempo, nel 2020 (anche se non è un anno così spettacolare). Allora chiesi sottovoce: << Chi sei?>>.

La persona che mi chiamava si stava muovendo. Sentivo i passi ed infine ecco rivelarsi il suo volto. Era una donna, più o meno aveva la mia età, ma non era un membro della famiglia, perché non era presente in nessuno dei quadri appesi sul muro. Chiesi nuovamente (sempre sotto voce): << Allora, chi sei?>>. Lei mi rispose : <<Io sono una che si è addormentata nel 2020 e si è svegliata nel 3000>>.

Ero impaurita ma allo stesso tempo confortata dal fatto di non essere rimasta l’unica in quella situazione, perciò risposi: << Anch’io>>.Poi aggiunsi, disperata: << Ma come può essere successo tutto questo?>>. Lei, impaurita quanto me, mi rispose: <<Non lo so…magari è solo un sogno, solo un incubo…>>. Io provai ad annuire sperando che fosse realmente così, ma non ne ero del tutto sicura.

Poco dopo chiesi: <<Dimmi, ma tu chi sei?>>. Mi rispose: <<Io sono Zoe. Tu, piuttosto chi sei?>> Risposi: <<Sono Gaia>>. Volevo sapere come potesse essere vivere nel 3000, così chiesi a Zoe: <<Andiamo a fare un giretto?>>.

Lei mi guardò sbalordita, accigliata, come se le avessi detto l’ultima cosa al mondo che si sarebbe aspettata da me. Tuttavia annuì e disse con tono deciso: <<Sì, andiamo!>>.

Uscimmo da quella casa ed andammo in una piazzetta vivace e movimentata, piena di gente, ma non come quella nel 2020. Le persone erano molto tecnologiche, quasi tutti, infatti, manovravano droni ed aeroplanini telecomandati. Così, dato che c’era un caos infernale, decidemmo di andare in un luogo più tranquillo. Imboccammo una viuzza solitaria e ci dirigemmo verso quello che sembrava un piccolo locale. Invece, una volta entrate, scoprimmo che era l’appartamento di qualcuno. Infatti si presentò un anziano signore, iniziammo a parlare con lui e ci offrì il suo aiuto nel caso ne avessimo avuto bisogno. Ci disse che lui era uno scienziato. Noi avevamo molto, ma molto bisogno di lui, così gli spiegammo il nostro problema. Ci spiegò che molti anni prima aveva inventato una macchina che avrebbe potuto aiutarci. Ci accompagnò nel suo laboratorio ed indicò un macchinario dicendo: << quella è la mia macchina del tempo “Yesterday, Today, Tomorrow”>>.

Noi non esitammo, entrammo insieme nel macchinario e…..<<Gaia!!!E’ tardi devi alzarti e andare a scuolaaaa!!!!>>. Erano le urla della mia mamma che non riusciva a svegliarmi (come al solito).

Alla fine aveva ragione Zoe: era solo un incubo. Però, che spavento!!!

Gaia Cenni (1 E)

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