Delitto sotto la pioggia

Introduzione: in questo racconto giallo mi sono immaginata di trovarmi nel passato nei panni di un’investigatrice degli anni 60 a  risolvere un coinvolgente ed immaginario omicidio. (Greta Gelli)

I

Quel pomeriggio dell’8 Settembre del sole non ce n’era neanche l’ombra. Era una giornata particolarmente cupa e pioggiorellava a malapena. Alla radio giunse alle orecchie di tutta Brooklyn una notizia scioccante, tragica e incredibile: 

“Monika Barkston la celebre stilista del momento è stata trovata assassinata nel proprio studio. Il cadavere è stato ritrovato dall’umile domestica della defunta, Judith Madison. La polizia è già sul posto. Monika Barkston abitava in una lussuosissima villa in 29th Street ereditata dal padre. La polizia Brooklyn conta su di voi per risolvere questo omicidio. Questo è tutto per oggi, lascio la linea alle previsioni meteorologiche di domani.”

L’ispettrice Gelli era una delle pochissime persone che non provava alcun interesse per la radio, i giornali… Quando non sapeva cosa fare in una piovosa giornata decideva di starsene tranquilla nella sua comoda poltrona vellutata a leggere uno dei suoi gialli preferiti. Si trattava di “Corpi al sole” della celebre e amata scrittrice Agatha Christie. La ragazza stava per girare l’ennesima pagina quando a impedirglielo fu uno dei suoni che più la  irritavano sulla faccia della terra: lo squillo del telefono. 

-Driin…Driiin!-

“Proprio ora devo rispondere ad una telefonata?!” penso tra sè e sè sbuffando, ma si decise di andare a rispondere perchè pensò che avrebbe potuto essere qualcosa di urgente.

-Pronto?- disse.

Il tono della ragazza era così chiuso che era evidente che rispondere a quella telefonata non sarebbe stata la cosa che avrebbe fatto più volentieri in tutta la giornata.

-Sì ispettrice, sono il sergente, la chiamo perchè evidentemente c’è stato un omicidio. Una stilista di fama celebre è stata assassinata nel suo studio nella sua villa. Venga a Via Street 29.- la voce roca era quella del sergente, aveva riconosciuto la sua voce fin dall’inizio.

-Certo. Arrivo immediatamente. Ehm…com’era la via?

-29th Street.-

-Grazie. Arrivo subito.-

Si mise il cappotto appeso all’appendiabiti accanto alla porta. Il crimine l’aspettava.

II

Si recò davanti alla porta della grande villa ed ad aprirla fu una domestica dai capelli rosso scarlatto che la accolse calorosamente, ma nei suoi occhi era evidente che c’era tensione e rancore.

-Eccola, ispettrice. La stavamo attendendo. Io e l’ispettore stiamo vedendo in giro nello studio, il cadavere della vittima è stato ritrovato con la testa sulla scrivania su cui c’erano sparsi vari bozzetti, di vestiti.- disse il sergente mentre girava intorno alla stanza.

-Confermo.- intervenne la domestica

-La signora mia aveva accennato di aver intenzione di lanciare la sua nuova linea autunnale il prossimo mese ed in questi giorni pensava solo a fare bozzetti, non aveva nient’altro per la testa.-

-E signorina, la signora Barkston era sposata?-

La donna fece cenno di sì con la testa e poi aggiunse:

-Il primo marito della signora perse la vita in un incidente stradale, dopo poco tempo si risposò nuovamente con un altro uomo, il signor Barkston, anche a quei tempi di mestiere era uno scrittore di romanzi, ma senza alcun tipo di successo. Anche egli aveva perso la moglie da pochi anni e con sè aveva la sua giovane figlia Elizabeth.-

Allora l’ispettrice Gelli  si mise le ciocche dei capelli dietro le orecchie e chise all’umile donna se la Signora Barkston e il proprio marito vivessero pacificamente oppure avessero numerosi litigi.

La donna ci mise alcuni attimi per riflettere e rispondere.

-No…Non che io sappia. La signora non aveva litigi con nessuno, l’unica cosa è che essendo una ricca stilista ed essendo anche una donna bellissima, ci voleva poco ad esserne invidiosi.-

-Non ha tutti i torti, signorina. Comunque, dove posso trovare il signor Barkston e la figliola?-chiese gentilmente l’ispettrice alla domestica.

-Oh, la signorina è su in camera, si sentiva esausta, e sapete, dopo l’accaduto…

Mentre il signor Barkston non è in casa, è nel suo ufficio. Questo è l’indirizzo…- disse la donna scrivendo con una penna su un bigliettino porgendolo al sergente. Il Signor Barkstone era così a pezzi che ha voluto andare in ufficio perchè non si sentiva a suo agio.

-D’accordo. Andremo a fare qualche domanda al signor Barkston.- disse mormorando il sergente rimettendosi il cappotto.

Gli ispettori presero un taxi e seguirono l’indirizzo scarabocchiato che le aveva detto la domestica. Ancora pioveva, addirittura più di prima, mancava un pelo e si sarebbero bagnati subito usciti dalla porta di casa.

III

L’ispettrice Gelli suonò il campanello e ad aprirli era un omone alto, un po’ robusto e con dei buffi baffi.

-Salve, è lei il signor Barkston?- chiese il sergente con un tono cupo.

-Sì, chi siete?- disse il signor Barkston confuso.

-Sono l’ispettrice Gelli e lui è il sergente.-disse l’ispettrice.

-Ah, perdonatemi. Immagino voi siate qui per mia moglie… Non mi sarei immaginato morisse così, ha lasciato mia figlia senza madre per la seconda volta…- sussurrò.

-Siamo mortificati,signore. Le dispiace comunque se le chiedo la conferma di questi semplicissimi fatti?- chise con la massima coerenza l’ispettrice Gelli.

-No,dica, ispettrice.-

-Un paio di ore fa la domestica della signora Barkston, Madison, ha trovato il cadavere. La vittima stava a quanto pare disegnando dei bozzetti. La domestica ci ha riferito che stava lavorando alla progettazione di una linea autunnale che avrebbe lanciato il prossimo mese. Conferma?-

-Sì,è vero.- disse il signor Barkston senza starci un attimo a riflettere.

Dopodichè gli fecero un breve interrogatorio e l’uomo spiegò che al momento del delitto era a casa del vicino della villa, il signor Kaller. Era a casa sua perchè gli aveva chiesto di venire a trovarlo per mostrargli il nuovo libro che aveva pubblicato. Però i due ebbero una discussione al quanto insolita perchè il vicino di casa non faceva che dire idiozie sul suo conto, cioè che lui, Barkstone, era uno scrittore fallito e cose simili e che lo sparo non è stato in grado di udirlo a causa del tono di voce che usavano durante il litigio.

Poco dopo gli ispettori terminarono la chiacchierata con il signor Barkston. Non erano molto convinti della sua versione, secondo come la pensavano, nascondeva qualcosa. Forse la domestica non era al corrente che il signor e la signora Barkston litigassero, probabilmente per motivi di fama. I romanzi del marito non avevano più successo per colpa della moglie perchè tutti erano attratti solamente da Monika Barkston, l’unica e inimitabile regina della moda. Quindi, avevano ragione di supporre gli investigatori, che l’uomo avesse deciso di farla fuori e che di conseguenza non fosse mai andato dal vicino.

Andarono a interrogare il vicino, il signor Kaller che probabilmente poteva aiutarli a confermare. Giunti lì, il vicino spiegò loro che la storia del litigio con il signor Barkston era vera e ne era anche abbastanza pentito. Disse che era stato un incoerente e uno sciocco. Però confermò, dopo averci pensato più  volte, di aver visto in quel momento la domestica entrare in casa, perchè aveva la possibilità come il signor Barkston di poter vedere chiunque uscire ed entrare dalla porta della casa della signora Barkston; ovviamente a meno che non si avesse lo sguardo da un altra parte e durante una litigata è probabile.

Arrivando al dunque, il signor Kaller raccontò di aver visto verso le 5 la domestica uscire da casa, (come aveva già detto lei stessa in precedenza) e rientrare una mezz’ora dopo. Però ammise di averla vista un attimo per il semplice motivo che le sembrava di fretta, infatti non la vide neanche di viso. La cosa che rimase impressa all’uomo fu rivedere la donna rientrare nuovamente in casa almeno 20 o 25 minuti dopo. L’uomo mentre parlava era convinto che già da queste ’informazioni’’ sarebbe stato in grado di accusare la signorina Madison, la domestica.

Ma l’ispettrice Gelli non riusciva a capire: troppe poche informazioni, non sapeva a chi credere o a cosa credere. Ma era consapevole che c’era qualcos’altro ed improvvisamente un lampo di fulmine le illuminò la mente. Sapeva dove cercare, la cosa importante da fare in quel momento era interrogare l’ultima persona, la signorina Barkston, la figlia.

IV

La domestica in favore degli ispettori andò a chiamare la signorina Barkston, la quale mentre scendeva le scale sembrava che stesse sfilando per una passerella  in un concorso di bellezza. Aveva circa 20 anni e portava dei bei ricci rossi che le ricadevano sulle spalle delicatamente. La giovane ragazza li salutò cordialmente e con massima grazia si sedette sulla poltrona davanti a loro. L’ispettore e l’ispettrice Gelli cominciarono a farle le solite domande per formarle un alibi e lei disse che nel momento del delitto era sul fiume a fare una semplice passeggiata per riflettere. Era molto stanca in questi giorni, ma mentre parlava non dava peso alla morte della matrigna, anzi non la nominò proprio.

-Per pensare a cosa,signorina?-

-Non lo so, ispettrice. Pensare a me, al mio futuro, a me stessa.-

-Signorina,le chiedo una sola cosa riguardo all’omicidio della vostra madre, che rapporti avevate, se posso sapere.

-Lei non era mia madre. Mio padre la sposò dopo la morte di mamma.

-Signorina, puo’ confermare questi fatti velocemente?-

La ragazza rispose di sì.

-La domestica, la signorina Madison, verso le 5 andò via a fare delle compere fuori città. Lei, signorina, quindi aspettò che la domestica fosse andata  via definitivamente. La vide passare per il fiume perchè sapeva benissimo che sarebbe passata di lì. Di conseguenza senza essere vista da nessuno indossò la divisa da domestica che aveva nella borsa, perchè la sera prima gliela sequestrò sapendo anche stavolta che era nel suo armadio in fondo a tutti i vestiti. Con i panni di Judith entra in casa, Monika appena la vede di spalle pensa sia Judith tornata, invece era lei Elizabeth. Con la rivoltella che aveva nella tasca le spara ed esce dal retro, per far ricadere la colpa sulla domestica. Di prove abbiamo l’anello di Elizabeth Barkston, con le iniziali ‘’EB’’ sul diamante nell’armadio. Quando lei andò a frugare nell’armadio erroneamente le cadette l’anello.

Dopodichè come prove abbiamo un indizio riguardo l‘assassino. E’ stata proprio la defunta Monika Barkston a volercelo dare, un attimo prima di morire: quando lei sparò, moribonda, l’unica cosa che riuscì a fare fu questo semplice scarabocchio. La donna ci volle aiutare, ma cosa voleva indicare con uno scarabocchio su un bozzetto?

Lo vediamo subito: questo bozzetto non è un bozzetto qualunque, è un bozzetto che fa parte della sua nuova linea autunnale ancora in programmazione, di cui però sappiamo il nome, ovvero ‘’EB autumn’’. Se ci riflettete un attimo anche sull’anello che abbiamo trovato in precedenza troviamo le iniziali ‘’EB’’. Quindi è logico che a questo punto sia possa capire una sola cosa: Monika Barkston ha voluto nominare la sua linea autunnale con il nome della figlia per aiutarci a trovare l’assassino ci ha indicato il bozzetto della linea autunnale che poi ci avrebbe fatto arrivare a lei per via delle iniziali. Suo padre sa tutto, ma essendo comunque il vero padre di Elizabeth, riconosce la figlia vestita da domestica ma fa finta di niente per l’amore per la figlia adorata”.

-Signorina Barkton la dichiaro in arresto- disse il sergente.

-E lei, Ispettrice Gelli, ancora una volta si è dimostrata un’investigatrice di talento-

Greta Gelli 2E

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