L’Abbecedario della distanza. Parole e numeri per raccontarsi

Questo Abbecedario nasce da una sfida, cioè quella di raccontare un’attualità scolastica in modo da andare oltre il presente per riscoprirne significati nuovi. L’attualità la conosciamo. L’emergenza Coronavirus ha allontanato i ragazzi in modo prolungato dalle loro aule e dal quel vissuto scolastico fatto di imprescindibile e vitale prossimità di idee, confronti e crescita. La didattica a distanza si è fatta didattica dell’emergenza e, come ogni emergenza, ha cercato l’unione delle forze per rispondere alle difficoltà con rinnovato slancio. Il nuovo spazio-scuola, che i ragazzi hanno creato attraverso la scrittura e l’esercizio matematico, prende una sua nuova forma in questa raccolta dal carattere anfibio, perché capace di sostare con uguale competenza nel terreno delle lettere e in quello dei numeri.

Racconti, riflessioni e giochi matematici hanno infatti in questa miscellanea il comune denominatore della parola, attraverso cui dare un ordine all’esperienza scolastica inattesa e farne nascere una nuova. Quando nel campo delle lettere la parola è diventata la voce di un ipotetico dizionario della distanza, ciascun termine si è rivelato capace di ampliare il proprio
significato oltre la sfera dell’utilizzo precedente. Il senso delle parole si è modificato nel contesto, giocando con stratificazioni emotive e connotazioni personali che hanno aiutato i ragazzi a rielaborare il difficile periodo trascorso. E proprio nel gioco di scoperte per stimolare l’uso e contaminare i linguaggi, la creazione dei meme matematici ha raggiunto l’articolazione ben più complessa del linguaggio matematico a partire dal linguaggio dei social frequentato dai ragazzi.
All’ imprevisto isolamento domestico, restrizione a cui non potevamo sottrarci, questo Abbecedario ha risposto con il criterio di assoluta libertà per i ragazzi nella scelta dei contenuti, delle tipologie testuali o delle dimostrazioni matematicoscientifiche: l’unica regola necessaria a questa significativa libertà è stato il criterio secondo cui il filo conduttore della loro scelta dovesse essere il riferimento all’esperienza presente.


Questo Abbecedario quindi è sì un’attività svolta durante la sospensione delle lezioni ordinarie, ma è soprattutto la testimonianza della capacità e dell’impegno dei suoi giovani autori nel ridefinire aree fondamentali della crescita e del loro vissuto, dando prova di saper andare oltre il presente di isolamento e lontananza, pur tuttavia presupponendolo. Essere creativi in questo momento difficile ha riproposto il significato autentico del termine cioè quello di ripensare significati, formulare
ipotesi, creare soluzioni possibili. Per questo, come insegnanti, siamo convinte che i nostri ragazzi con questo Abbecedario abbiano davvero vinto questa sfida.

Sara Montagnani e Chiara Massarelli

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