W come Wi-fi

I

Mi trovavo esattamente seduto al tavolo e stavo facendo merenda. Poi, accesi la televisione e qualche minuto dopo, quando stavo per andarmene, sentii parlare al riguardo della scuola. Capii che il governo doveva decidere se chiudere le scuole o no. La notizia arrivò: le scuole avrebbero chiuso.

Da quel giorno ho iniziato ad avere l’ esigenza di controllare più frequentemente le nuove notizie del contagio su google. Questo comportamento un po’ ossessivo mi ha fatto riflettere sulla nostra continua abitudine ad accendere e spegnere il telefono. Ho capito quindi che questa fissazione crea una perdita di concentrazione, una disattenzione  nelle conversazioni, nel lavoro, nello studio. Tutto questo avviene perché facciamo continue brevi pause. Ho anche capito, grazie ad un libro che sto leggendo in questi giorni, che  è a causa di questa deconcentrazione che abbiamo dimenticato quella connessione che ci collega e che ci tiene in contatto come persone. E quella connessione non è lo Wi-fi.

II

È un lunedì mattina e la sveglia che è sopra il mio comodino ha appena iniziato a squillare.  Avrei tanto voluto rimanere soltanto cinque minuti in più nel mio morbido letto, ma ormai è giunto il momento di alzarsi per prepararmi alla lezione online. Per prima cosa ho preso il cellulare per vedere a che ore avrei potuto accedere alla lezione e poi sono andato in cucina per fare colazione. Adesso sono quasi le 10.00 e mi devo sbrigare per non mancare di puntualità alla lezione. Accendo con furia il computer, inserisco la mia password e inserisco le credenziali per il meeting. “Bene, adesso sono connesso!” penso tra me e me.

Vedo tanti volti diversi, quello dei miei compagni e le insegnanti, il tempo sta passando velocemente in un’ atmosfera quasi irreale, qui non si sente alcun tipo di interruzione, nessun brusio di sottofondo. Mi guardo intorno e sono solo, sento la voce dell’ insegnante ma sono ancora solo. Ora penso: questa non è una connessione reale, mi sembra piuttosto falsa, non è come parlare insieme  in una classe vera, ma sembra quasi essere in una dimensione parallela. Spero che presto, in questo mondo, si possa tornare nuovamente a connetterci senza però aver bisogno dello Wi-Fi.

Elia Bandinelli

 

 

 

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