X e Y come variabili

Nella sua cameretta, dove era rinchiuso a causa del Coronavirus, Jack non pensava ad altro, cercava un modo per dimenticarsi tutti gli errori commessi. Più il tempo passava, più Jack soffriva. Quando era sul punto di compiere un atto impensabile, gli apparve una luce. Proveniva dal vecchio armadio che gli aveva regalato il nonno, ormai morto da tempo, lo aprì, per un attimo non si rese conto di dove fosse e per la paura chiuse gli occhi, ma sentì una voce a lui familiare. Allora riaprì gli occhi e capì era l’anima di suo nonno che gli parlava. Jack provò ad abbracciarlo, ma cadde maldestramente a terra. Allora il nonno gli disse : “Nipotino mio da quanto tempo”, ma mentre lo diceva veniva allontanato da una fiamma. Jack cercò di rincorrersi, ma i suoi tentativi rimasero vani. Sembrava che quando Jack aumentava la velocità anche la fiamma lo facesse. Quando Jack fu troppo stanco per continuare cadde stremato a terra e chiuse nuovamente gli occhi. La scene accaduta poco prima si ripeté: riaprì gli occhi sentendo la voce del nonno, che questa volta non riuscì a vedere perché davanti a lui si materializzò un muro. Si un muro, un muro con due porte. Sopra ad una c’era una Y e sull’altra una X.

Non c’era dubbio la voce proveniva da là dietro! Jack senza pensare si avvicinò al muro, quest’ultimo assunse un colore e il ragazzo fu trasportato indietro alla mattina dello stesso giorno, nell’esatto istante in cui Jack fece il suo primo errore. Quando finì di rivedere il suo sbaglio, fu riportato davanti al muro, ma era cambiato. Sulla porta con la X c’era una soluzione e su quella con la Y un’altra. Jack ne scelse una e varcò la soglia, dentro di sé improvvisamente successe qualcosa, sentì qualcosa cambiare. D’improvviso riprese a parlare il nonno, che gli spiegò che ogni porta rappresenta una variabile della sua vita. Allora Jack capì: il nonno gli aveva dato l’occasione di correggere i suoi errori. Ma un nuovo muro di un colore diverso gli apparve davanti.

La scena precedente avvenne nuovamente e Jack si trovò davanti ad un altro errore. Scelse un’altra variabile e sentì qualcosa dentro cambiare sempre con più forza. I muri continuavano a spuntare sotto forma dei suoi errori, ma ogni volta che sceglieva la potenza di ciò che succedeva dentro di lui aumentava. Andò avanti per tanto tempo fino a quando riuscì ad incontrare nuovamente il nonno che gli disse tutto. Aveva creato lui le porte e lui aveva fatto cambiare qualcosa dentro al nipote. Poi gli spiegò perché e cosa succedeva dentro di lui. Jack stava commettendo il suo più grande errore, li faceva tutti i giorni e sarebbe stata la sua rovina. Stava rimuginando e covando rabbia verso i suoi errori e non li stava usando come mezzo di apprendimento, non stava analizzando i suoi errori cercando di non rifarli, ma li stava ingrandendo dentro la sua testa in modo che prendessero il sopravvento. Fu in quel momento che Jack capì tutto e chiese scusa al nonno, che gli disse di avere una soluzione : fece apparire una porta che gli permetteva di annullare ogni cambiamento apportato con le variabili. Senza esitare Jack la varcò salutando il nonno e si ritrovò sdraiato sul tappeto di camera sua. Del suo corpo non era cambiato niente, ma il cambiamento era avvenuto nel cuore e nel cervello. Dal quel giorno Jack smise di rimuginare sui suoi errori e seguì i consigli del nonno.

Tutti dobbiamo seguire l’esempio di Jack perché pensare agli errori come una debolezza è da perdenti, dobbiamo usarli come punto di forza!

Questo insegnamento è valido adesso che siamo in casa e dopo quando usciremo.

Niccolò Berni

 

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