K come costante

 

Ormai il giorno dell’esame era sempre più vicino, ero molto confuso soprattutto per questo periodo di reclusione che il corona virus ci aveva imposto, invadendo tutto il mondo. Stavo passando il pomeriggio a ripassare qua e là le varie materie per perfezionarmi, quando la mia pila di libri, che stava in bilico sulla scrivania, cadde. Erano finiti tutti sul pavimento e a me non faceva proprio voglia di raccoglierli. Allora mi feci un po’ di coraggio ed iniziai. Li avevo messi a posto quasi tutti, quando vidi il mio libro di matematica. Era rimasto aperto su uno degli argomenti che più mi era piaciuto quest’anno: la proporzionalità. La pagina aperta era proprio sulla costante che nella scrittura matematica si indica con K.

La costante… questa parola mi rimbalzava nella mente. In matematica la costante non era altro che un termine che veniva usato per indicare il rapporto tra due grandezze direttamente proporzionali o il prodotto tra due grandezze inversamente proporzionali. Le costanti matematiche sono solitamente quantità o numeri che hanno un valore ben definito, che non varia mai, anche se variano le grandezze con cui essa è in relazione.

Iniziai a chiedermi cosa fosse oltre a questo una costante. Per esempio quali fossero le costanti della vita: avere tutti i giorni una famiglia accogliente, la possibilità di istruirmi a scuola, la possibilità di fare sport, di uscire, di potermi curare, di non avere paura, di poter sentirmi sicuro. In questo periodo però le cose erano cambiate e molto perché, parecchie costanti che prima ci sembravano normali si erano vanificate. La mia vita prima ne era scandita. Tutte le mattine andavo a scuola e stavo con i miei compagni, andavo a calcio tre volte a settimana e il sabato avevo la partite. Nel tempo libero andavo in bici, uscivo in paese o mi ritrovavo con qualche amico.

Molte di queste cose come uscire, andare a trovare i miei nonni, fare sport e molte altre non oggi sono più possibili per via di questo virus. La quarantena forzata  è importante per impedirne la diffusione e quindi, ora, le costanti che più mi perseguitano, sono la paura e la speranza che tutto questo finisca al più’ presto. Nel rapporto tra gli avvenimenti della vita, tra i sentimenti dell’essere umano e i suoi valori ci sono sempre delle costanti, ovvero delle cose che non mutano mai e che si ripresentano regolarmente dando sicurezza alle persone. Sapere che non potremo più trascorrere le nostre vite con la tranquillità che avevamo prima fino a che non verrà scoperto il vaccino è una sensazione che ci sconvolge. La cosa si protrarrà’ per molti mesi quindi dovremo cercare di trovare delle altre costanti per impostare una nuova vita. Sicuramente dobbiamo abituarci a considerare la nostra vita sociale ridotta e molto spesso virtuale. La mascherina sarà’ parte del nostro abbigliamento e non potremo dimenticarcela mai. Il rispetto per il nostro prossimo e soprattutto per le persone anziane dovrà essere maggiore.

Insomma le nostre nuove costanti saranno sicuramente : prudenza e rispetto delle regole.

Giovanni Giachi

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