I come Invisibile

 

Forse qualcuno di voi magari si è appassionato alla vicenda tanto da chiedersi come sia finita, penserà che io scriva ancora di Sbrana e dell’evoluzione del suo letargo, ma questa purtroppo è un’altra storia.

La vita di tutti, la sicurezza del quotidiano è stata sconvolta da un Nemico invisibile, sconosciuto e mortale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità l’11 marzo scorso, quando le scuole erano già chiuse da qualche giorno e noi tutti eravamo già sospesi fra un bollettino della Protezione Civile e una nuova diretta del Presidente del Consiglio, ha dichiarato il coronavirus PANDEMIA, dal greco pan-demos, “tutto il popolo”.Tutto: che parola piena!

Il Coronavirus, SARS-COV-2, è un virus a RNA, e ad oggi ha causato, secondo i dati ufficiali, oltre un milione e 300mila contagi in tutto il mondo e quasi 75mila decessi. È invisibile, anche se tutti ormai abbiamo visto il suo tipico aspetto “a corona”, conferitogli dalle proteine Spike che fuoriescono dal capside come punte allungate  e, soprattutto, ne stiamo vedendo e vivendo le conseguenze

I virus sono entità biologiche con caratteristiche di parassiti obbligati, cioè possono replicarsi solo all’ interno di cellule di altri organismi. Sono invisibili, cioè non visibili ad occhio nudo, ma si manifestano con dei sintomi più o meno gravi nei soggetti che infettano.

In questa storia, però, ancora una volta, ciò che rende il nemico più pericoloso e che ne ha permesso una diffusione così rapida e incontrollata, è il suo potere di essere invisibile: invisibili diventano anche alcuni soggetti che seppur positivi al COVID-19 non ne manifestano i sintomi e lo diffondono inconsapevolmente. Alcuni studi rilevano, infatti, che i due terzi dei positivi non vengono trovati, quindi l’unico modo per sconfiggerlo, in attesa di un vaccino, è seguire il modello cinese: divieto di circolazione, distanza sociale e quarantena domestica.

Un altro aspetto decisivo del modello cinese ha riguardato gli operatori sanitari, tutti dotati di tute protettive, occhiali medici, cappellini, maschere e due strati di guanti. Queste persone hanno vissuto in hotel o in altre strutture designate per evitare il contagio dei familiari. In Italia, purtroppo, in alcuni casi le protezioni dei medici sono state inadeguate o addirittura assenti e, infatti, stiamo pagando un prezzo molto alto in termini di vite di sanitari spezzate. Le ordinanze sono diventate sempre più restrittive e per le strade da giorni non si vede più nessuno e agli incroci le pattuglie delle forze dell’ordine presidiano le città: il nemico è qui, invisibile, accanto ad ognuno di noi, ma tu, non puoi saperlo! Il silenzio è surreale e la paura si è impossessata di tutti. Chi ha la necessità di uscire osserva sospettoso qualsiasi persona che incontri, con il volto coperto da una mascherina.

Anche se cerchiamo di distrarci dedicandoci a delle attività che sappiano di normalità, con l’aiuto dei professori, con gli amici e i familiari, sentiamo che il nostro futuro è sospeso, appare più fragile e non ci resta che sognare quello sarà, quando il virus verrà sconfitto, perché insieme ce la faremo! Questa guerra finirà. Con l’aiuto della scienza sarà trovata una cura, approvato un vaccino, il nemico sarà sconfitto e volteremo pagina. Sarà un nuovo inizio. Sentiremo ancora il suono della campanella a scuola, il rumore del traffico, le onde che si infrangono sulla battigia, la fatica, il sudore e la stanchezza delle giornate piene di impegni, la gioia di ritrovare gli amici per calciare insieme un pallone o mangiare un panino da Poldo, ci saranno ancora le sconfitte in campionato, trascorreremo dei weekend fuori casa e torneremo a raccontarci e a guardarci negli occhi, senza il filtro di uno schermo, con una nuova consapevolezza.

Speriamo presto.

Ennio Tortora

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