F come Finestra

Oggi è una giornata soleggiata, gli uccelli cinguettano tranquilli e il vento smuove la possente chioma dei due alberi che si trovano di là da questa finestra. Nessuno per le strade, nessuno che urla, nessuno che interrompe questa fantastica ed armoniosa atmosfera. Poi, lentamente, chino la testa per guardarmi i piedi, alzo di nuovo lo sguardo e, ad un tratto, una luce simile ad un faro teatrale va a colpire i due possenti alberi.  Adesso questi sembrano danzare, facendo con sicurezza movimenti così naturali e così belli, che nessuno, da queste finestre, si stancherebbe mai di osservare.

Improvvisamente, un fischio, che sembra cantare, vaga in questo “palcoscenico della realtà”. D’ un tratto tutto si blocca ed è buio, cupo. Sì, buio, i miei occhi adesso sono chiusi e cerco di sentire, udire ciò che si trova dentro di me. Ecco un passo, poi un altro passo, poi ancora niente. Adesso mi devo fermare, non mi devo muovere, ho sentito qualcosa, forse è la Paura… sì mi è venuta davvero la pelle d’ oca!

E’ Lui -credo- mi sta osservando, lo sento. Allora mi giro, mi rigiro, quasi impazzisco. Sento delle sirene d’ allerta che squillano continuamente. Ho tanta paura e senza che me            l’ aspetti precipito bruscamente verso il basso. Il rumore delle sirene aumenta fino a bloccarsi. Adesso c’è silenzio, non vedo niente ma sento dei passi, lenti e felpati che mi aggirano. Ora però si sono fermati.  Lo vedo finalmente: mi sta ancora guardando ed indossa la sua inquietante maschera. Ha un pugnale in mano. Si chiama Virus, o almeno tutti noi lo chiamiamo così. Con voce tremante per la paura gli domando -Dove ci porterai?- Lui non risponde, preferisce andarsene, volgendo il suo mantello nero che usa per nascondersi in questa oscurità.

D’ un tratto, però, mi ritrovo nuovamente davanti alla finestra anche se adesso piove. Gli alberi non danzano più, gli uccelli hanno smesso di cantare ed il sole è stato coperto dalle nuvole. Questa è una città di uomini in angoscia, che hanno capito che non possono condizionare la natura, che, come sempre, rimane imperturbabile davanti alle loro paure.

Elia Bandinelli

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