I videogiochi spiegati dai ragazzi! L’opinione di Ennio

I videogiochi fanno parte della vita di molti ragazzi della mia età. Ne esistono di varie tipologie, ma i più gettonati sono gli sparatutto che ti consentono di immergerti in situazioni di guerra molto realistiche e quelli calcistici che ti permettono di diventare allenatore o giocatore delle tua squadra del cuore o addirittura di “costruire” la tua squadra dei sogni.

Sono nati come forma di svago, ma ora stanno diventando una sorta di lavoro per coloro che giocano a livello competitivo in tutto il mondo. Sono disponibili sulle varie piattaforme che, da qualche anno, si contendono il titolo di “migliore console al mondo”.

Io trascorro parte del mio tempo davanti ai videogiochi e sono una passione nata dalla condivisione di questo con mio padre.

Sono diffusi tra i ragazzini della mia età, soprattutto perché permettono di diventare chi vorresti essere (un calciatore o un avventuriero, per esempio) ed inoltre la maggior parte di essi consente di giocare con i propri amici comunicando nei “party” virtuali.

Purtroppo la loro vasta diffusione, può creare in alcuni individui una pericolosa dipendenza che porta a soffrire di insonnia, oltre che ad un grande nervosismo, seguito poi dal distaccamento dalla realtà, dai problemi e dalle persone che ci circondano.

Numerose ricerche hanno studiato i comportamenti che spingono a chiudersi in se stessi, tralasciando le altre attività come lo sport e le uscite con gli amici.

Lo schermo che cattura i nostri sguardi si trasforma in una barriera che non permette di scoprire il mondo che c’è fuori, proprio come la siepe per Leopardi.

Nonostante ciò, la loro diffusione ha molti aspetti positivi: se si gioca moderatamente ci si può divertire, si può sviluppare la creatività, scoprire gli eventi del passato e addirittura immedesimarsi nei personaggi che più ammiriamo.

Alcuni studi confermano, inoltre, che chi gioca ai videogiochi prende decisioni più facilmente e velocemente con numerosi vantaggi nella vita di tutti i giorni.

A me piacciono tantissimo, quindi sono favorevole alla loro diffusione. Tuttavia nella vita viene prima il dovere e poi il piacere e questo va ricordato sempre, perché tramite lo studio si sviluppa un’ampia conoscenza che aiuta a non essere manipolati dagli altri e dai videogiochi stessi, che possono rivelarsi un’arma a doppio taglio da utilizzare con molta attenzione.

Ennio Tortora

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