Umberto Eco a suo nipote. Opinioni sull’utilità di studiare a memoria.

Il semiologo e scrittore scrive al nipotino. Con una riflessione sulla tecnologia e un consiglio per il futuro: mandare a mente ‘La vispa Teresa’, ma anche la formazione della Roma o i nomi dei domestici dei tre moschettieri. Perché Internet non può sostituirsi alla conoscenza né il computer al nostro cervello.

Da L’Espresso, 3 gennaio 2014

http://espresso.repubblica.it/visioni/2014/01/03/news/umberto-eco-caro-nipote-studia-a-memoria-1.147715

“Umberto Eco ha scritto una lettera a suo nipote per Natale, in cui dice che la memoria è una cosa importantissima e che bisogna allenarla, perché il cervello è un muscolo flessibile e migliorabile come le gambe e che va allenato.  Il tutto è stato spiegato dicendo che ogni giorno dovrebbe impararsi a memoria una piccola poesia e che se non gli piace la poesia di farlo con le formazioni di calcio. Poi gli è stato detto di basarsi e avere esperienze con cose reali e non con cose virtuali o meglio viste dietro uno schermo, e per spiegare questa cosa Umberto Eco ha fatto riferimento ai migliaia di siti porno che girano su internet, perché sarebbe meglio stare a guardare o avere esperienze con ragazze reali che con ragazze dietro uno schermo.

E’ bellissimo e mi ha fatto riflettere molto, perché non solo scrive una lettera a suo nipote ma fa in modo che quella lettera possa essere rivolta ad ogni persona della nostra generazione. Lui è riuscito a far sembrare un discorso detto e ridetto dai genitori un discorso vero, ma questo perché ha avuto l’arte di poter cambiare le parole con cui viene detto e fatto immedesimarci ogni ragazzo. E lo consiglio a vivamente di leggerlo”. (Niccolò Ciappi)

“Io in questa cosa mi ci rispecchio molto, perchè quando alle elementari -periodo in cui ancora non avevo il cellulare- dovevo imparare a memoria una poesia, mi ci volevano al massimo quaranta minuti; ora invece anche ore”. (Gloria Pucci)

“L’ho letta e mi è piaciuta. Fa sorridere ma soprattutto riflettere. Condivido molti punti, tipo quando dice di non socializzare esclusivamente dietro ad un pc ma di vivere realmente le persone. Tra l’altro anche mio nonno mi ha sempre detto di concentrarmi più sui libri che su un cellulare. E poi questa lettera mi è piaciuta anche per come è scritta”. (Mara Cerasa)

 

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