ARTE e PROPAGANDA nel progetto napoleonico

Da eccellente stratega quale è, Napoleone sa gestire nei minimi dettagli la diffusione della propria immagine di fronte al mondo: ritratti, dipinti e scolpiti, vengono prodotti su scala industriale e ogni città dell’impero è costellata dalla sua figura. I laboratori di Carrara, organizzati dalla sorella di Napoleone, Elisa, producono all’ anno ben cinquecento effigi dell’imperatore. Su precisa volontà di Napoleone, i suoi ritratti devono rivelare il carattere fiero, piuttosto che le reali fattezze del volto e del corpo. Sembra che a Jacques-Louis David l’imperatore abbia detto: “Non è certo una verruca sul naso che fa la rassomiglianza, è il carattere che bisogna dipingere”.
Ogni trionfo della Grande Armè viene opportunamente documentato in tele di dimensioni talvolta eccezionali destinate a costruire una galleria di gesta gloriose. Un’ equipe eterogenea e significativa di artisti è al suo servizio per realizzare un programma iconografico studiato appositamente da Dominique-Vivant Denon, direttore del Louvre, ribattezzato Musèe Napolèon. I grandi dipinti celebrativi di Napoleone devono esaltare non solo la gloria dell’imperatore e le sue capacità di comando, ma anche doti come la magnanimità. Vengono quindi realizzate tele in cui egli arringa le folle, visita gli accampamenti, si occupa dei feriti, dà udienza agli sconfitti e cavalca trionfante.
L’intento finale è di realizzare un ciclo celebrativo completo da contrapporre alle gesta degli imperatori romani. Alla grandezza di Napoleone non si allude solamente con la pittura, ma anche con veri e propri monumenti commemorativi, come quello del Moncenisio, voluto per ricordare il passaggio delle alpi da parte della Grande Armèe.
Con un decreto del 1813 Napoleone ne sancisce l’erezione “come una testimonianza della sua riconoscenza verso i suoi popoli di Francia e di Italia”, che avevano assicurato con la loro abnegazione l’integrità dell’impero. Al di là dei singoli monumenti, però, è l’intero assetto urbanistico e architettonico della città di Parigi, che secondo Napoleone deve rivelare la potenza dell’Impero. Vengono progettati nuovi edifici di utilità pubblica, come la biblioteca, i tribunali, i bagni, i teatri e l’Assemblea. La chiesa della Madelaine viene convertita nel Panthèon degli eroi della Grande Armèe e in seguito con una nuova ristrutturazione assume la forma di un enorme tempio periptero, elevato su un podio tornando alle sue funzioni originarie.
Due dei maggiori contributi urbanistici dell’era napoleonica, sono la colonna di Austerlitz e l’arco di trionfo dell’Etoile. La prima, progettata negli anni 1806-1810 venne eretta in place Vêndome. Fonti di ispirazione son le colonne romane di Traiano e di Marco Aurelio. Il fusto è rivestito di lastre ottenute dal bronzo dei cannoni nemici che narrano le imprese di Napoleone raffigurato nelle vesti di imperatore romano da una statue posta alla sommità. L’arco, iniziato nel 1806 sarà terminato solo nel 1823 a causa della sconfitta di Napoleone. Alto quasi 50 metri, riprende l’architettura della rivoluzione per le poderose dimensioni e per la compattezza ottenuta rinunciando all’ articolazione delle superfici tramite l’uso di colonne.
Matteo Orlandi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...